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I genitori italiani per i propri figli sognano ancora la casa

Il rapporto tra genitori e figli in Italia, si sa, è molto più stretto di quello che accade nella maggior parte degli altri Paesi europei. Il maggior attaccamento che le famiglie italiane hanno nei confronti della propria prole si manifesta in molti modi, il non ultimo dei quali emerge da un recente sondaggio condotto da Immobiliare.it, il noto portale che si occupa di compravendita di case e di locazioni.

A quanto emerge dai dati, raccolti su un campione di 10 mila persone di tutta la penisola e di diverse fasce d’età, sembra che ancora oggi, nonostante imperversi la crisi immobiliare e le tasse sulla casa continuino a lievitare, ogni padre e madre desideri lasciare ai propri figli soprattutto una casa. Bisogna dire che non tutto è immutato rispetto al passato: se la percezione della casa come un bene durevole e solido sembra difficile da estinguere, è anche vero che la percentuale di coloro che pensano che una casa sia il miglior lascito da fare ad un figlio è sensibilmente calata: era del 60% nel 2006, oggi è del 51,7%. In merito a questo desiderio non si riscontrano differenze sensibili andando su e giù per lo stivale, anche se le percentuali sono lievemente più alte al sud Italia; né ci sono grosse differenze riguardo all’età, per quanto siano le persone con più di 60 anni quelle maggiormente attaccate al concetto di “casa”. Quali sono i motivi che spingono i genitori italiani a desiderare di lasciare ai propri figli una casa? C’è chi pensa che al giorno d’oggi un ragazzo non avrebbe mai la possibilità di mettere da parte abbastanza soldi per acquistare un immobile con le sue sole forze; c’è chi crede che così facendo il figlio sia stimolato a restare vicino ai suoi genitori; c’è chi non vuole che il figlio in futuro debba sprecare dei soldi in affitto. Coloro che invece non pensano di lasciare una casa ai propri figli adducono come motivazione o quella di non avere abbastanza soldi per fare un investimento simile, o di temere i costi di manutenzione di una casa di proprietà per il futuro, o ancora di non volere che, qualora un giorno il figlio divorzi, la casa debba essere acquisita dall’altro coniuge. Ma, casa a parte, i genitori italiani cosa pensano sia opportuno lasciare in eredità ad un figlio? Per il 12% circa degli intervistati sarebbe bene usare il proprio denaro per aiutare il giovane ad avviare una sua attività; l’11% valuta la possibilità di stipulare una polizza vita; il 14% pensa a fondi di investimento e una percentuale più piccola a oro o diamanti. Tornando invece a chi punta tutto sulla casa, nell’intervista è stato chiesto anche ai genitori dove eventualmente comprerebbero una casa ai propri figli. È emerso così che la maggioranza, oltre il 61%, comprerebbe la casa ai figli nella stessa città in cui vivono loro; solo percentuali più piccole valuterebbero l’acquisto in un’altra città o addirittura all’estero. In tutto cioè si evince il desiderio dei genitori di fare in modo che i figli non si allontanino troppo e restino quindi vicini a loro, come sostegno per la vecchiaia. Però questo si scontra con la realtà della disoccupazione, che spesso costringe i giovani ad andarsene per cercare maggiori opportunità lontano da casa.