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La vacanza con i genitori separati

I figli di genitori separati, che ormai sono moltissimi anche in Italia (secondo i dati raccolti nel 2015 nel nostro Paese ci sono circa 90 mila separazioni ogni anno), si trovano spesso a trascorrere le vacanze estive con il genitore non affidatario, vale a dire quello con il quale non vive normalmente. La vacanza insieme è un momento molto importante per questo genitore, che nella maggioranza dei casi è il padre, per cercare di recuperare un rapporto con il figlio. Il tempo che si ha da trascorrere insieme è decisamente di più rispetto al solito fine settimana, si può ritrovare complicità e imparare a conoscersi a vicenda.

La preziosa occasione rappresentata dalla vacanza insieme però molto spesso viene sciupata perché si commettono degli errori grossolani che invece sarebbe opportuno evitare. Gli esperti in materia di comportamento da tenere con figli di genitori separati danno quindi qualche suggerimento per usare al meglio il tempo che si ha a disposizione per poter stare insieme. La prima cosa da fare è mettere da parte il rancore personale che si prova nei confronti dell’ex coniuge. Questo è molto comune tra le coppie separate: l’acredine che resta dopo una separazione viene fatta scontare ai figli che diventano un mezzo per farsi dei dispetti reciproci. In una vacanza fare questo diventa ancora più facile, perché può essere l’occasione per il genitore non affidatario di far notare le mancanze dell’altro genitore al ragazzo. Questo comportamento è chiaramente da evitare in assoluto: l’unica cosa che si deve fare è cercare un dialogo con il proprio figlio per fargli capire che, anche se si è fisicamente meno presenti rispetto all’altro genitore, ciò non vuol dire che non si possa contare su di lui. Un’altra questione piuttosto spinosa riguarda il nuovo compagno o compagna del genitore separato. Quando si va in vacanza con il proprio figlio è opportuno o meno includere i nuovi partner, o sarebbe meglio fare una scelta tête-a-tête? L’opzione migliore sarebbe quella di riservare il proprio tempo libero tutto al proprio figlio, ma al limite si può anche valutare la presenza di altri compagni di viaggio, solo ed esclusivamente se l’altro genitore è d’accordo. Inoltre la prima domanda che ci si deve porre è riguardo alla solidità del nuovo rapporto: se il partner attuale è solo un’avventura occasionale senza i presupposti per diventare qualcosa di stabile, è meglio non presentarlo affatto al figlio. Rispetto all’organizzazione della vacanza, è bene che il genitore cerchi di pensare qualcosa su misura per il proprio figlio. Questi, specie se è in età adolescenziale, non deve avere la sensazione di essere solo stato “aggiunto”, ma in qualche modo di essere stato al centro dei progetti del padre o della madre. Per un genitore è legittimo desiderare solo una vacanza di relax dopo un anno di lavoro e impegni, ma vale la pena di fare qualche sforzo per includere il proprio figlio e vivere pienamente il tempo che si ha a disposizione con lui. La vacanza è un momento straordinario, ma il genitore dovrebbe comunque viverlo in modo “ordinario”: ciò vuol dire che non bisogna viziare il proprio figlio per risarcirlo del tanto tempo che non si trascorre insieme. Bisogna comportarsi in modo naturale, affettuoso ma non eccessivo, specie se poi si vive il tutto come una sorta di competizione con il genitore affidatario. La vacanza può essere una grande occasione per recuperare o consolidare il rapporto con un figlio che non si vede tanto spesso, e va sfruttata in modo opportuno.